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شانزدهم هپ‌ورث، 1924 J.D. Salinger

شانزدهم هپ‌ورث، 1924

J.D. Salinger

Published 2009
ISBN :
Paperback
104 pages
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 About the Book 

Posso ufficialmente chiamare questo mese di aprile come ‘il mese di Salinger’. Giusto qualche giorno fa ho – finalmente! – letto Franny e Zooey e ieri, grazie ad un caro amico che mi ha gentilmente prestato la sua copia, ho letto anche I giovani, i tre racconti nuovi di zecca di J.D.Salinger- nuovi almeno per i lettori italiani. La bibliografia di Salinger si è adesso leggermente allargata per il pubblico del nostro paese. Fin qui tutto normale, finché non sono arrivato alla postfazione di Giorgio Vasta. Qui lo scrittore siciliano dice di aver recentemente recuperato tra le sue letture quella di Hapworth 16, 1924.A questo punto ho strabuzzato un po’ gli occhi. Sapevo che il caro Jerome aveva pubblicato altri racconti al di là dell’Atlantico, ma questo non l’avevo mai sentito nominare. Mi son chiesto dov’è che Vasta fosse andato a pescarlo allora.Ho fatto una breve ricerca su Google e mi sono imbattuto in questa recensione che mi ha fornito tutte le risposte. (Volevo inserire il collegamento ipertestuale ma non ho idea di come si faccia, per cui in barba ad ogni gusto estetico ecco il link:https://2000battute.wordpress.com/201...) Per chi non avesse voglia di leggere il pezzo, sintetizzerò la surreale vicenda che ruota attorno al racconto.Hapworth 16, 1924 sembra essere l’ultimo racconto pubblicato da Salinger nel giugno del ’65 sul New Yorker, prima di scomparire agli occhi del mondo. Tra il 1988 e il 1997, una casa editrice americana tentò di raggiungere un accordo con Salinger per l’acquisto dei diritti per la pubblicazione del libro. La notizia finì sui giornali e perfino Amazon pubblicizzò l’uscita del volume. Immagino che l’intero mondo andò in brodo di giuggiole per una pubblicazione così succosa. Non si sa bene perché, ma quel birbante di J.D. cambiò idea all’ultimo momento e questo ormai famoso libretto non vide mai la luce. *inserire qui lacrimuccia*Tuttavia, in Italia siamo noti per non farci mancare nulla. Proprio nel ’97, infatti, quando la casa editrice americana stava probabilmente organizzando riti propiziatori e sacrificando vittime a molteplici divinità per ottenere quei benedetti diritti, una giovane studentessa di Siena si laureava in lingue con una tesi su Salinger, in particolare con una traduzione di Hapworth 16, 1924. Mi chiedo dove avesse recuperato una copia del New Yorker di trentadue anni prima! La tesi dev’essere piaciuta così tanto al prof. che, avendo una sua casa editrice, non ci pensò due volte a stampare e distribuire il libro, se così si può definire, non avendo alcun codice di identificazione! L’Einaudi, che deteneva i diritti su Salinger, lo venne a sapere, il prof negò tutto, le copie non vennero più ristampate, ma si dice che ben 2000 abbiano fatto il giro dell’Italia.Per fortuna (o sfortuna?) non siamo più nel 1997 e non è stato difficile recuperare la versione originale del racconto. God Bless America and the Internet!In cosa consiste, dunque, questo Hapworth 16, 1924? Si tratta di una luuunga lettera che Seymour Glass invia alla sua famiglia mentre si trova in un campo estivo col fratello minore, Buddy. La lettera che leggiamo è stata trascritta proprio da quest’ultimo circa quarant’anni dopo. Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso, ma non so cosa esattamente. Forse qualcosa di meno allucinato. Sì, perché l’intera epistola è quanto di più inverosimile abbiate mai letto. Per quanto sappiamo bene che i Glass kids sono stati dei bambini prodigio, fuori dal comune, sembra difficile credere che queste siano frasi scaturite dalle penna di un bambino di sette anni (7!!!). La psicologia che la mia mente, a quell’età, era in grado di penetrare si limitava forse ai personaggi di Heidi o dell’Ape Maya. Sicuramente non avrei mai fatto la mia comparsata a Ecco un bambino eccezionale.Nella premessa alla missiva Buddy giura che trascriverà parola per parola la lettera di Seymour, ma non è detto che la vena di scrittore di W. G. Glass non labbia spinto ad aggiungere modifiche e ad abbellire leloquio del fratellino. Ma tutto ciò non è importante e mi sento un po’ stupido a tentare di trovare una logica in Salinger. Quello che conta è che questo racconto è una porta che si apre su un mondo completamente nuovo. E un biglietto per un viaggio nel tempo, nellinfanzia di Seymour, personaggio cardine della famiglia Glass nonostante rimanga sempre una presenza misteriosa, che aleggia nell’aria e nei dialoghi dei ‘sopravvissuti’.Se si riesce a superare lo shock iniziale del dover accettare che i pensieri contenuti nella lettera siano stati partoriti da una mente di un bambino di sette anni, si possono godere di momenti estremamente esilaranti, come la parte in cui Seymour, dopo aver descritto le qualità di Mrs. Happy (a touching heritage of quite perfect legs, ankles, saucy bosoms, very fresh, cute, hind quarters, and remarkable little feet with quite handsome, small toes), descrizione di per sé già abbastanza inquietante, arriva addirittura a dire alla madre then I must admit, in all joviality, to moments when this cute, ravishing girl, Mrs. Happy, unwittingly rouses all my unlimited sensuality.. Se pensate che questo sia scioccante, aspettate di leggere la parte in cui il primogenito dei Glass chiede al padre di illustrarlo su quali fantasie sensuali stuzzicavano la sua mente alla sua età!“it would be quite a little windfall if you, dear Les, as my dear father and hearty friend, would be a complete, shameless, open book with regard to your own pressing sensuality when you were our ages. I have had the opportunity of reading one or two books dealing with sensuality, but they are either inflaming or inhumanly written, yielding little fruit for thought. I am not asking to know what sensual acts you performed when you were our ages- I am asking something worse- I am asking to know what imaginary sensual acts gave lively, unmentionable entertainment to your mind.Il narratore, con un eloquio degno dei migliori college inglesi, descrive i compagni di campeggio, i consulenti e le attività svolte nel corso dell’estate. Fornisce consigli di recitazione e di canto ai genitori, supplicando la madre di non abbandonare il palcoscenico così giovane, ma di attendere il momento giusto. Si rivolge anche ai fratelli minori, spiegando per esempio alla sorella Boo Boo come pregare e come comportarsi in pubblico e in privato. Nell’ultima parte della lettera, invece, stila un lunghissimo elenco di letture che lui e Buddy vorrebbero fare approfittando della vacanza al campeggio, pregando i genitori di contattare la biblioteca e di provvedere all’invio dei libri. Si tratta di classici della letteratura, di libri di filosofia, religione e medicina! Le tipiche letture estive di due bambini di sette e cinque anni, insomma.Ho tentato di trovare in questa lettera una risposta alla domanda che sicuramente tutti i lettori di Salinger si sono posti almeno una volta: perché Seymour si suicidò in quella camera d’albergo della Florida? Non sono certo uno psicologo in grado di riconoscere in una mente così giovane, come quella del bambino di Hapworth, i segni premonitori di un gesto così radicale. Da quello che ho letto però, mi son risposto che Seymour aveva sempre saputo che non avrebbe vissuto a lungo. In questo racconto sottolinea più volte il fatto che quella attuale non è altro che un’apparizione temporanea della sua persona e che il suo genio proviene dalla sua ultima incarnazione. Seymour sembra prevedere che non raggiungerà mai la vecchiaia:“I personally will live at least as long as a well-preserved telephone pole, a generous matter of thirty (30) years or more, which is surely nothing to snicker at.”Inoltre, sottolinea come sia presente in lui una vena di instabilità:“but one must painfully remember that a vein of instability runs through me quite like some turbulent river- this cannot be overlooked.”Per quanto non sia stata una lettura convenzionale, sono più che felice di aver aggiunto un altro tassello al mosaico dell’indimenticabile famiglia Glass. Adesso non mi resta che recuperare Alzate larchitrave, carpentieri e Seymour. Introduzione, ma piango già al solo pensiero che con quello, il mosaico sarà davvero completo.